massa d'aria spinge il cielo verso l'alto, turbinio di foglie e fronde ed un respiro profondo, e quieto
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Scegli una musica, scegli il tuo volto, dai un nome ad ogni pensiero...catturandoli rimarrà tra le tue dita la polvere sottile che li faceva volare.
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Nel gorgo di comune inconsapevolezza
Mentre mancavano poche ore alla tua morte
Io, ti portai da leggere Madame Bovary; non ti piacque.
Tu, mi chiedesti una crema per la couperose.
Accarezzo il corpo di questo serpente
Che se percorro al contrario oppone resistenza con le squame
Pesci morti o anguille
Acque smosse e fiumi
Scorrono e strisciano
Bevo dagli agrumi
Succhi aspri e ricordi dolci.
L'amore é il modo di fregar la morte - come dice Ligabue - o é il modo che ha la morte per fregarci davvero?
Veloci veloci veloci
guarda, confronta, infila nel carrello
fazzoletti
Tempo Tempo Tempo
Quanto sprecato per calcolare il centesimo in più o in meno?
Euro al chilo
calorie
frastuono
Le signorine sorridono ammiccanti
nei loro improbabili taglierini dai colori sgargianti
Taglierini all’uovo...buoni...ma c’é la panna saranno compatibili con la dieta?
66 - 63 - 61
la vita si assottiglia
quasi quasi li gioco al lotto
Quanto si assottiglia così la vita?
Smettere di seguire se stessi
Ed avvertire poi solo un groviglio inesplicabile di disagio
Legato a questioni etiche irrisolte
Pulsioni sessuali taciute
Interessi ignorati
Angustia per il distacco tra le tragedie del mondo
E questa quotidianità rintanata in se stessa
Quanto ci vuole così perchè sui figli venga caricato ogni impulso di vita?
E quanto male si rischia di fare?
I miei sistemi di rilevazione del tempo non si sono ancora allineati:
hanno portato avanti una loro forma di ribellione personalissima all’ora legale.
Così per qualche settimana il disordine ha regnato sovrano; sempre più complesso, man mano che qualcuno di loro cedeva ed occorreva ricordarsi: quale orologio si é inquadrato e quale continua la sua lotta? Chi si é adeguato al resto del mondo?
Ora c’é un solo superstite, giace sempre sul comodino – io non amo portare addosso un oggetto che ha un ritmo così assoluto ed invariabile.
Lo guardo solo di notte, quando le percezioni sono ancora più confuse tra il sonno e la miopia galoppante: mi fa quasi tenerezza, meccanico e digitale insieme; forse lo lascerò così, come un altro punto di vista.
Tu detti il ritmo
l’assenza e la presenza
respirando piano
a volte a fondo
o affondo?
nell’atmosfera rarefatta dei fianchi assenti
Perchè fianchi e fiancheggiare vorrei
reati e ritorni e raccapriccio
Selvaggio raccapriccio
Digrignare di denti e pupille dilatate
Paura e sangue che corre veloce
Poi pace.
Mani
Quelle che disegnano cerchi regolari sulla testa
Mentre l’acqua scivola nel collo ed attorno é rumore di phon e vociare di donne
Gesti precisi e ripetitivi
Così il corpo si rilassa contagiato da quel tocco.
Mani
Quelle del sarto che pizzica la stoffa sui fianchi per prendere la misura
Assestano la piega, danno un colpetto sulla spalla per vedere come cade
Ed il tuo corpo rimane lì placido appena risvegliato dal contatto casuale.
Mani
Quelle che tengono aperte le palpebre mentre l’occhio ti fissa attraverso una macchina:
“Apri e chiudi” “Spalanca”; e poi di nuovo ad armeggiare attorno alla tua pelle
Ed anche lì, nel buio del laboratorio, il corpo trova una sua pace nella ripetizione dei gesti e delle sensazioni.
Le mani che ruotano attorno al tuo corpo, ma non é il corpo che vogliono.
Ed il corpo allora sa arrendersi: oggetto per casualità e non per scambio.
Non ci sono membrane
Né specchi
Solo contatto di carne
Tempo e spazio senza riferimenti: cancellati o in viaggio? E per dove?
Un punto luminoso si espande.
Tasto con cautela il muro nel buio
Solo la punta delle dita
il luogo é conosciuto
ma le fantasie notturne mi hanno disperso
E se dietro quest’angolo
all’improvviso
apparisse quella faccia?
Non ai miei occhi
ma nel caldo della pelle
pulsante
viva?
Corro lungo il ricordo di quel corridoio
Mille mani si allungano dalle porte spalancate
Bocche nel buio pronte a divorare
La salvezza é posare la mano su quel piano
E del ritorno mai nessun ricordo.